T’è mai capitato di fermarti davanti ad una vetrina e perderti? A me sempre.
E più la vetrina è ben ambientata e sapientemente arredata più la mia fantasia vaga, saltando da un volume ad un altro, da una luce ad un’ombra… Quello che alimenta il mio immaginario è il riflesso sul vetro di ciò che succede alle mie spalle, quel mondo inarrestabile che, noncurante della mia sosta, non si ferma…
E ogni tanto mi capita di fotografare quel riflesso, così per gioco, una sfida per stabilire un contatto tra micro e macro cosmo, tra realtà artefatta e vita pulsante…